Mio fratello

Ricordo che sin da molto piccola spesso i miei mi prendevano dal lettino presto per caricarmi in macchina il lunedi mattino ed accompagnare mio fratello a scuola.

Frequentava una scuola specialistica dal lunedi al venerdi a Milano.

Mio fratello è sordo.

Non è nato così; per un problema ha avuto questa conseguenza.

Non so a che età ho cominciato a comprendere effettivamente quale fosse il suo problema; vedevo però le persone che si voltavano a guardarlo quando parlava o gesticolava per strada; ricordo che alcuni compagni di scuola se ne approfittavano di lui chiedendogli in prestito il motorino per fare dei giri abusivi o altre strane cose ed io mi arrabbiavo moltissimo, pensando soprattutto a mio padre che con tutto l’amore che un genitore può dare, si era fidato di lui e soprattutto aveva fiducia in quelli che lui considerava amici di suo figlio, ma che invece si dimostravano tutt’altro.

Sembrava sapersela cavare mio fratello, ma a poco a poco, questa diversità che gli altri gli facevano pesare, lo ha allontanato e lo ha portato a chiudersi nel suo mondo protetto e sicuro, nella sua casa, con i suoi genitori.

E’ arrivato poi il mondo del lavoro e finalmente le persone incontrate e vissute sono state e sono splendide, comprensive.

Io, dal canto mio, nell’età adolescenziale, non accettavo questa “diversità”; non volevo impietosire; avevo un fratello sordo ,ma le nuove amicizie della scuola superiore non dovevano saperlo. Facevo fatica a parlarne; non chiedetemi il motivo; ero probabilmente immatura  e sciocca e non capivo quale fonte di amore potesse scaturire da un rapporto fraterno di questo tipo.

Il mio bene fraterno  rimaneva lì, chiuso tra le mura di casa.

Il tempo poi ti aiuta a capire che sbagli e a vedere le cose in un altro modo.

Mi sono pentita e vergognata di aver voluto nascondere questa cosa a chi mi conosceva; ho scritto così delle lettere e le ho mandate alle persone care alle quali avevo mentito.

Ho cercato di recuperare col tempo. Io e mio fratello non andiamo d’amore e d’accordo come tutti i fratelli, ma soprattutto ora che i nostri genitori non ci sono più ,sembra quasi che io sia l’unico suo porto rimasto e ciò mi dà una grande responsabilità.

Sono la sorella di un meraviglioso ragazzo che ha bisogno di me e probabilmente ha sempre avuto bisogno di me ed io di lui.

Non è mai troppo tardi per cominciare e noi ora ci stringiamo la mano felici come quando nostra madre ci accompagnava all’asilo cantando.

Miriam
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